Epilessia cane. Tutto quello che non ti hanno mai detto

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Epilessia nel cane: cos’è

Le crisi di epilessia nel cane rappresentano un disturbo neurologico abbastanza frequente nella pratica clinica del medico veterinario.
Sono caratterizzate da un’alterazione dell’attività neuronale, che perde il regolare equilibrio tra le influenze eccitatorie e inibitorie, determinando un’eccessiva eccitazione delle cellule stesse.

Le fasi dell’epilessia nel cane

Da un punto di vita clinico le convulsioni sono caratterizzate da 4 fasi: prodromi, aura, itto e postitto.

Prima fase

Nella fase prodromica l’animale può presentarsi agitato, avere la tendenza a nascondersi, a ricercare attenzione, a vocalizzare.

Seconda fase

La seconda fase è quella dell’aura, nella quale spesso si evidenziano movimenti o atteggiamenti stereotipati quali lambimento delle labbra, vocalizzazioni, tendenza a incastrarsi negli angoli, deambulazione, salivazione, deglutizione e ricerca di attenzione.

Terza fase

La terza fase, la fase ictale è la fase caratteristica della crisi convulsiva, nella quale si evidenziano le tipiche contrazioni tonico-clonico, la perdita di coscienza, perdita del controllo degli sfinteri con urinazione e defecazione, decubito laterale.

Quarta fase

La fase post ictale segue l’evento convulsivo, ha una durata variabile da pochi minuti a ore, e l’animale mostra sintomi variabili dal disorientamento, ad alterazioni motorie, anomalie della fame e della sete, cecità.

Crisi epilettiche cane: conseguenze

Le crisi convulsive possono presentarsi come singolo episodio nell’arco delle 24 h, o come situazioni più gravi definite come stato epilettico(una fase ictale della durata di almeno 30 min o più fasi ictali consecutive senza ritorno alla normalità entro 30 min).
Le crisi epilettiche possono anche essere a grappolo, quando il paziente presenta almeno due crisi nell’arco di un’ora o tre nell’arco di 24 h; queste rappresentano delle emergenze cliniche, che richiedono la stabilizzazione ed il tattamento immediato del paziente.
Le conseguenze iniziali quali ipertermia, tachicardia, ipertensione, iperglicemia, iperpiressia possono essere fatali per il soggetto e per questo richiedono una pronta ospedalizzazione dello stesso.

Epilessia idiopatica nel cane

L’epilessia idiopatica è la causa più frequente nel cane, mentre si presenta più rara nel gatto.
È una forma ad eziologia sconosciuta, dove non è possibile trovare un a causa dimostrabile. Solitamente si presenta inizialmente tra i 6 mesi e i 3 anni, ma le prime presentazioni possono aversi anche verso i 6 anni.
Gli intervalli tra le varie crisi sono abbastanza regolari, anche a distanza di settimane o mesi, con tendenza all’aumento delle frequenza con l’avanzare dell’età.

Epilessia nel cane: cause

La diagnosi di epilessia idiopatica è una diagnosi ad esclusione legata all’esito negativo degli altri test diagnostici.

L’epilessia può essere dovuta a patologie intracraniche, come:

  • malformazioni;
  • neoplasie;
  • trauma cranico, che può determinare delle crisi al momento del trauma ma anche a distanza di tempo;
  • forme infiammatorie, su base autoimmune o legata a infezioni di natura batterica, virale, parassitaria o micotica;
  • fenomeni degenerativi cerebrali con compromissione di tipo vascolare del tessuto nervoso.

Le patologie extracraniche sono tutte quelle patologie che interessano altri organi o apparati ma al tempo stesso determinano delle alterazioni metaboliche che si ripercuotono anche a livello cerebrale:

  • Encefalopatia epatica: legata ad alti livelli di metaboliti epatici che il fegato non riesce a rimuovere e si associa prevalentemente allo shunt porto sistemico;
  • Sindrome uremica: patologia che si può manifestare in animali con gravi alterazioni renali;
  • Sindrome da iperviscosità: in caso di mieloma o policitemia;
  • Disturbi elettrolitici: ipernatriemia o ipocalcemia;
  • Ipoglicemia;
  • Ipossia;
  • Ipertermia: per esempio associata al colpo di calore;
  • Iperlipidemia legata a disturbi del metabolismo lipidico;
  • Intossicazioni da metaldeide e organofosfati.

Epilessia del cane: diagnosi

Da quanto detto si evince che la diagnosi di epilessia è da ricondurre a test che permettono di valutare sia la struttura cerebrale, come RMN e TAC, sia di investigare l’eventuale presenza di processi infiammatori locali. Potranno quindi essere svolti l’esame del liquor cefalorachidiano, delle analisi del sangue complete volte a valutare l’equilibrio elettrolitico ed acido-base, la funzionalità dei vari organi e la misurazione della glicemia. Nonché un emocromo e la ricerca di eventuali patologie infettive, naturalmente tutto accompagnato da una visita neurologica e dalla supervisione dello specialista, sia per la diagnosi che per la gestione del paziente.

La terapia cambierà in relazione alla causa sottostante se trattabile, o si avvarrà semplicemente di farmaci antiepilettici, a volte anche combinati tra loro, per la prevenzione e il trattamento delle crisi.

 


PhotoCredits CC: kliztaylor55

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